Raben Sittam: i lavoratori incrociano le braccia. Un sit-in di 8 ore per protestare contro la decisione dell’azienda di licenziare 18 dipendenti del personale amministrativo. E tutto questo a causa della delocalizzazione in Polonia
Ventiquattro ore di sciopero e un sit-in davanti ai cancelli della logistica Raben Sittam. Questa la sintesi della prima giornata di agitazione promossa da CGIL, CISL e UIL per dire no ai 18 licenziamenti di lavoratori appartenenti al personale amministrativo della multinazionale olandese.
Un licenziamento non per una crisi aziendale ma semplicemente per delocalizzare con manodopera a basso costo che ha portato ad assumere altrettanti lavoratori nella sede principale di Poznam in Polonia. Le parti sociali hanno chiesto alla multinazionale di trovare soluzioni alternative ma per il momento non c’è stata nessuna apertura, o meglio l’azienda si è resa disponibile “ad incentivare economicamente le uscite degli impiegati in esubero e fornire loro assistenza nella ricollocazione tramite una società di outplacement”. E davanti a questa presa di posizione i sindacati hanno proclamato lo sciopero.
Ora si spera anche in un’azione della politica, visto che la società polacca ha attinto ad aiuti italiani, come la Cassa integrazione, e ora ripaga con la liquidazione di un gruppo di lavoratrici, spesso monoreddito.

