E’ tempo di cantieri senza frontiere. Spesso le difficoltà in campo formativo sono dovute alla provenienza dei lavoratori. Proprio per questo Esem CPT ha voluto organizzare un dibattito che affrontasse questo tema per arrivare ad abbattere ogni tipo di barriera
Nella babele dei cantieri edili Italiani i lavoratori stranieri superano oggi il 70%, un balzo notevole rispetto al circa 60% di soli tre anni fa. Parallelamente, la presenza italiana è scesa sotto il 30%, segnalando un progressivo ricambio generazionale che richiede interventi e supporto perchè prima di parlare di sicurezza bisogna capirsi. Di questa trasformazione e delle sue implicazioni si è discusso approfonditamente in un recente incontro organizzato presso ESEM-CPT a Milano, sottolineando l’urgenza di nuove strategie di inclusione.
Per rispondere alla crescente diversità di provenienze dei lavoratori, si sono attivate molteplici iniziative e la mediazione culturale si rivela uno strumento prezioso per avvicinare ai temi della prevenzione e della sicurezza. Si stanno sviluppano materiali informativi in più lingue e grazie all’intervento di tecnici specializzati affiancati da mediatori culturali, si intensificano le attività di sensibilizzazione direttamente nei luoghi di lavoro.
Anche l’innovazione tecnologica si adatta ai nuovi scenari demografici. La presenza di lavoratori provenienti dall’ Egitto ha superato quella di lavoratori provenienti dai bacini europei come Albania e Romania cresce anche l’apporto di lavoratori provenienti dal continente africano, da qui si capisce che le lingue e i dialetti parlati in un cantiere edili sono tantissime. Ed ecco perché la necessità del progetto Esperanto, un avatar multilingue capace di comunicare anche nei dialetti più specifici, che diventano cruciali.

