Il modello malato della sanità Lombarda

Si è tenuto in Regione Lombardia a Milano un incontro cruciale sul futuro del sistema sanitario. Al centro del dibattito non ci sono solo i modelli teorici, ma un'emergenza concreta: al sistema lombardo mancano all'appello tra i 5 e i 7 miliardi di euro

Il modello malato della sanità Lombarda. Si è tenuto in Regione Lombardia a Milano un incontro cruciale sul futuro del sistema sanitario. Al centro del dibattito non ci sono solo i modelli teorici, ma un’emergenza concreta: al sistema lombardo mancano all’appello tra i 5 e i 7 miliardi di euro

 

 

Si è tenuto in Regione Lombardia a Milano un incontro cruciale sul futuro del sistema sanitario. Al centro del dibattito non ci sono solo i modelli teorici, ma un’emergenza concreta: al sistema lombardo mancano all’appello tra i 5 e i 7 miliardi di euro.

Un sottofinanziamento strutturale che sta provocando una vera e propria fuga di capitale umano: medici e infermieri, schiacciati da carichi di lavoro e stipendi non adeguati, lasciano sempre più spesso il pubblico per l’estero o il privato.

Sotto la lente anche lo squilibrio tra pubblico e privato. In alcune aree della Lombardia, il privato eroga ormai il 45% delle prestazioni ambulatoriali, ma spesso senza gli oneri più costosi come i Pronto Soccorso. La richiesta dei sindacati è chiara: servono stesse regole per tutti e l’obbligo, entro il 2026, di un’Agenda Unica di prenotazione per impedire che gli operatori privati scelgano solo le prestazioni più redditizie a discapito del servizio pubblico.

È allarme rosso per la medicina territoriale: in Lombardia mancano all’appello circa mille medici di famiglia. Quelli in servizio sono ormai saturi, costretti a gestire fino a 2.000 pazienti ciascuno, ben oltre la soglia di sicurezza.

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