Iveco ha bisogno di una Tata? A sorpresa è arrivata la cessione molto sbrigativa di Iveco per 3,5 miliardi di euro da parte di Exor, della famiglia Agnelli, a favore del colosso industriale indiano Tata Motors. Si parla di 19 stabilimenti nel mondo, tra cui Brescia e Suzzara
A sorpresa è arrivata la cessione molto sbrigativa di Iveco per 3,5 miliardi di euro da parte di Exor, della famiglia Agnelli, a favore del colosso industriale indiano Tata Motors. Si parla di 19 stabilimenti nel mondo, tra cui Brescia e Suzzara. I punti interrogativi sono tantissimi anche non solo per i 1.600 lavoratori dello stabilimento bresciano di Iveco. A cominciare dall’accordo che obbliga Tata a non toccare l’attuale struttura per soli due anni.
Credete che allo stabilimento di Brescia ci sia solo un problema dei dipendenti? I lavoratori Iveco si fanno due conti e ricordano che attorno alla loro fabbrica in senso letterale ci sia un indotto di oltre 5mila lavoratori.
Gli elementi di tensione sono tantissimi, nello stabilimento Iveco a esempio non sono stati rinnovati oltre 200 lavoratori precari che non vengono neanche conteggiati come licenziamenti. A Brescia ce ne sono altri 150 in staff leasing da tre anni
Lo stabilimento di Brescia poi è particolare. E’ una eredità della vecchia OM, è un’area enorme che si trova proprio fusa nella città. Ancora nel 2017 uscivano da qui 25mila veicoli commerciali ogni anno oggi solo 10mila, gli addetti bresciani erano circa 5mila e gli Agnelli si sono guardati dall’apportare migliorie mentre i lavoratori sono riusciti a portare a casa risultati importanti per i bilanci
E intanto Iveco nel 2024 a monte della separazione con la parte difesa ha registrato un fatturato di 15,3 miliardi di euro e un utile netto rettificato che viaggia sui 570 milioni di euro. Un patrimonio immenso per Brescia ma comunque vada nulla sarà più come prima.

