A Brescia il lavoro si fa povero

Nella giornata mondiale della povertà, Brescia ha scoperto da tempo che per molti lavorare non basta più per sopravvivere. Nel capoluogo, alla Casa San Vincenzo, una giornata di confronto serrato tra sindacati, imprese e Terzo Settore, per capire come una delle provincie più ricche d’Italia sia costretta a fare i conti con una povertà sempre più dilagante tra i lavoratori

A Brescia il lavoro si fa povero. Nella giornata mondiale della povertà, Brescia ha scoperto da tempo che per molti lavorare non basta più per sopravvivere. Nel capoluogo, alla Casa San Vincenzo, una giornata di confronto serrato tra sindacati, imprese e Terzo Settore, per capire come una delle provincie più ricche d’Italia sia costretta a fare i conti con una povertà sempre più dilagante tra i lavoratori

Nella giornata mondiale della povertà, Brescia ha scoperto da tempo che per molti lavorare non basta più per sopravvivere. Nel capoluogo, alla Casa San Vincenzo, una giornata di confronto serrato tra sindacati, imprese e Terzo Settore, per capire come una delle provincie più ricche d’Italia sia costretta a fare i conti con una povertà sempre più dilagante tra i lavoratori

I dati Istat avvertono: operai, famiglie numerose ma anche i giovani sono molto esposti a salari sotto alla dignità. Il 57% di persone in fuga dall’Italia per lavoro, infatti, è trai 18 e i 34 anni e le stime parlano di uscite nette di circa 80mila persone ogni anno

E intanto anche la Regione taglia fondi per voci vitali per chi è in bilico, come l’emergenza abitativa, mentre la finanziarizzazione permette a a molte imprese di pagare meno tasse. Per no parlare delle centinaia di Contratti di lavoro pirata. Così la coperta si fa sempre più corta

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