Proteste dopo il licenziamento di un RLS

Un lavoratore delegato alla sicurezza (UILA) viene licenziato in tronco dalla sua azienda del settore agroindustriale dopo avere comunicato ai responsabili interni e alla ATS competente i timori di un contagio da Covid 19 da un suo collega trovato positivo. "E' inconcepibile", commenta Michele Saleri, segretario generale UILA territoriale

L’intervista a Michele Saleri, segretario generale UILA di Brescia e Cremona

 

Messo alla porta dopo avere segnalato ai referenti aziendali e territoriali il timore di un proprio contagio da Covid 19 dopo la scoperta che un suo collega è risultato positivo. E’ un caso molto allarmante accaduto in uno stabilimento Lameri Spa di Brescia, tra i marchi più importanti nella produzione di cereali.

Molto allarmante perché oltretutto il lavoratore non solo è un delegato UILA ma anche un RLS (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) e quindi la sua attività di segnalazione appare come molto coerente con il suo ruolo in azienda.

Nello stabilimento – che conta circa 80 lavoratori – sono partite delle iniziative di solidarietà e la UILA avverte che il delegato licenziato in tronco non ha mai avuto in passato una sanzione disciplinare ma che da tempo la sua attività rigorosa di RLS aveva visto una reazione tesa da parte dell’azienda.  La UILA ha anche annunciato iniziative legali a tutela del delegato.

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