Monza, il lavoro rompe le sbarre

A Monza, Comune, sindacati e terzo settore hanno siglato un accordo che apre due sportelli fondamentali per i 735 detenuti della casa circondariale. Il primo, dedicato al lavoro, offre orientamento, formazione e accesso a percorsi professionali. Il secondo garantisce diritti: documenti, matrimoni, pratiche civili e servizi pubblici

Monza, il lavoro rompe le sbarre. Comune, sindacati e terzo settore hanno siglato un accordo che apre due sportelli fondamentali per i 735 detenuti della casa circondariale. Il primo, dedicato al lavoro, offre orientamento, formazione e accesso a percorsi professionali

A Monza, Comune, sindacati e terzo settore hanno siglato un accordo che apre due sportelli fondamentali per i 735  detenuti della casa circondariale. Il primo, dedicato al lavoro, offre orientamento, formazione e accesso a percorsi professionali. Il secondo garantisce diritti: documenti, matrimoni, pratiche civili e servizi pubblici.

Grazie al protocollo, un operatore dedicato entra in carcere per accompagnare i detenuti verso una nuova prospettiva professionale. Insieme a enti del territorio, costruisce percorsi individuali per riqualificare competenze e favorire il reinserimento nella società una volta fuori da carcere.

E siccome in carcere non si può avere uno spid non potendo avere il cellulare ecco che arriva la possibilità di avere la carta d’identità elettronica c he diventa il primo passo verso un identità digitale, verso l’inclusione  dando ai detenuti la possibilità di avere  accesso ai sussidi e ricongiungimenti familiari. E anche ai bandi per l’assegnazione di alloggi popolari.

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